Rider? Meglio in italiano!

Il ministro del lavoro Luigi Di Maio ha dichiarato che una delle sue priorità sono i rider, chi usa la propria bicicletta o altro mezzo per fare consegne a domicilio, in particolare di pasti pronti ordinati attraverso apposite piattaforme o app dedicate.

Se ne discuterà parecchio e forse c’è anche chi si chiede se rider è un anglicismo insostituibile, utile o superfluo

RIDER BENE CHI RIDER ULTIMO – Sportello sindacale per i diritti dei fattorini della gig economy

Nella foto, il cartello dello sportello sindacale che tutela i diritti di questi lavoratori si fa notare non solo per il gioco di parole ibrido ma anche perché ci dà già una risposta.

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Pedalini in plastica

contenitore con la scritta AEROPORTI DI PUGLIA - PEDALINI IN PLASTICA - PLASTIC SOCKS

Mi incuriosiscono i fenomeni di variazione diatopica – il modo in cui una lingua cambia nello spazio geografico – e ai controlli di sicurezza dell’aeroporto di Bari mi ha colpita la scritta pedalini in plastica.

Sapevo che il pedalino è un calzino da uomo ma pensavo fosse una parola desueta, usata solo in frasi scherzose come ad es. rivoltare qualcuno come un pedalino.

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Abboccare, abbracciare, additare…

A proposito di serendipità: uno dei miei testi di riferimento preferiti è l’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, ho l’edizione in un unico volume e quando lo consulto a volte mi diverto ad aprire pagine a caso per imparare qualcosa che non sapevo.

parti del corpo

Dalla voce lingue romanze e italiano di Raffaele Simone, ad esempio, ho scoperto che l’italiano è la lingua romanza in cui sono più numerosi i verbi che hanno per base il nome di una parte del corpo. Alcuni esempi:

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Come si dice flat tax in italiano?

vignetta: plutocrate americano con sacchi di soldi in piedi sopra una lastra che schiaccia una persona (povera), con la didascalia HOW THE FLAT TAX WORKS
Vignetta: Ed Stein Ink (rappresentazione tipica americana del plutocrate con baffi bianchi, cappello a tuba e pantaloni gessati)

[Giugno 2018] Si discute già da tempo della cosiddetta flat tax – in questi giorni fanno notizia alcune dichiarazioni di Matteo Salvini – eppure ci sono ancora molte incertezze sulla pronuncia di un anglicismo ormai ricorrente. Ieri, ad esempio, a un giornale radio ho sentito introdurre un servizio sulla “flattàcs” durante il quale si è discusso di “flettècs”, altrove invece ho sentito dire “flettàcs”.

Come si dovrebbe pronunciare? Il significato è davvero noto a tutti? È giustificato l’uso di un anglicismo o esistono alternative italiane preferibili?

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Serendipità

Vignetta intitolata THE GREAT ESCAPE, con uomo che abbandona un’auto e corre in una foresta che al suo ingresso ha il cartello SERENDIPITY AHEAD. PROCEED WITHOUT CAUTION
La grande fuga. Serendipità in vista, procedere senza cautelaNon Sequitur

Una delle mie parole inglesi preferite è serendipity, in italiano serendipità: la scoperta di una cosa non cercata e imprevista mentre se ne cerca un’altra. In inglese può indicare anche la sorte di riuscire sempre trovare qualcosa di bello per caso oppure l’evolversi positivo ma casuale di una situazione.

In ambito scientifico la serendipità è la capacità di individuare e valutare correttamente dati o risultati imprevisti rispetto ai presupposti teorici di partenza. Vengono considerati esempi di serendipità le scoperte accidentali della penicillina, del Viagra e della colla dei Post-It, l’idea del forno a microonde e molte altre.

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“Governo Frankenstein”

gobierno frankenstein

Da qualche giorno anche la Spagna ha un nuovo capo di governo, il socialista Pedro Sánchez che ha preso il posto di Mariano Rajoy dopo una mozione di sfiducia votata da un’opposizione di numerosi partiti molto diversi tra loro.

Al momento non è ancora nota la lista dei ministri ma intanto si è diffuso l’uso del nomignolo gobierno Frankenstein perché composto da pezzi eterogenei che darebbero origine a una creatura mostruosa.

Una vignetta di JM Nieto per il giornale conservatore ABC:

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Il nuovo governo è pentaleghista o legastellato?

Titoli del primo giugno 2018:

Ministri governo Salvini-Di Maio: tutti i nomi del nuovo esecutivo pentaleghista – Ecco il governo legastellato – Nasce il governo #legastellato: Conte premier e 18 ministri – Nasce il governo Conte, Salvini e Di Maio vice. Ecco i ministri dell’esecutivo Legastellato

Che aggettivo si affermerà per descrivere il nuovo governo italiano, pentaleghista o legastellato? Nelle cronache politiche al momento sono usati entrambi, assieme a gialloverde / gialloblu, ma dubito che continueranno a coesistere. 

Da un punto di vista lessicale, pentaleghista e legastellato sono due parole apparentemente simili ma che rivelano meccanismi di formazione dei neologismi diversi. Per analizzarli bisogna fare riferimento a una parola preesistente, pentastellato.

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Cieli a pecorelle e cieli sgombri

vignetta con pecore che stanno pascolando. Guardando il cielo pieno di nuvolette una chiede all’altra “remind you of anybody?”
Vignetta: Moderately Confused 

La vignetta americana che evidenzia la somiglianza tra nuvole e pecore ci appare poco originale, ma in inglese il cielo non è mai associato agli ovini, come invece in italiano e in altre lingue (cfr. tedesco Schäfchenwolken e francese ciel moutonné). Si dice però fleecy clouds, nuvole soffici e batuffolose, oppure si paragona il cielo a tutt’altro animale, un pesce.

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Lessico di Twitter: bot off

In informatica il significato di bot (da robot) si è evoluto nel tempo. Inizialmente indicava soprattutto software usato per svolgere automaticamente attività ripetitive su una rete, ad es. un mailbot risponde con messaggi automatici a email inviati a uno specifico indirizzo di posta elettronica e uno spambot bersaglia con messaggi indesiderati.

Ora invece bot descrive anche programmi che possono interagire autonomamente con sistemi o utenti, come ad es. vari chatbot che sui social simulano persone reali per fornire assistenza o informazioni su prodotti o servizi.

“On the Internet, nobody knows you’re a bot.”
Vignetta: ia.net (cfr. On the Internet, nobody knows you’re a dog)

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Impicci e impacci dell’impeachment

Alcuni titoli del 27 maggio 2018, quando il presidente incaricato Conte ha rimesso a Mattarella il mandato di formare un governo:

 Di Maio: impeachment di  Mattarella per evitare reazione popolazione – Di Maio e Di Battista annunciano la richiesta di impeachment nei confronti di Mattarella – Berlusconi (e Lega) si smarcano dall’impeachment a Mattarella: M5S irresponsabile.

In questi e altri titoli appare l’anglicismo impeachment. Anche a due telegiornali ieri sera ho sentito dire più volte “impicc(i)ment”, senza però che ne venisse spiegato il significato. Sarà davvero una parola riconosciuta da tutti gli ascoltatori?

Trovo assurdo che media e politici parlino di impeachment per un concetto che in italiano ha già un proprio nome: è la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, prevista dall’articolo 90 della Costituzione solo in due casi, alto tradimento o attentato alla Costituzione:

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Inglese farlocco: no smoking be happy

contro il fumo: no smoking be happy

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio) la Fondazione Veronesi rilancia No smoking be happy, un progetto di lotta contro il fumo nato nel 2008.

È un tipico esempio di inglese farlocco: brevi comunicazioni o nomi pensati da italiani per italiani, scritti in inglese poco idiomatico o addirittura errato ma comprensibile anche da chi ha solo conoscenze rudimentali della lingua.

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Tutto ha posto – Thé best

In questo periodo in giro si vedono due pubblicità che mi piacciono perché fanno risaltare alcuni meccanismi lessicali e ortografici.

IKEA, tutto ha posto

foto di un letto e un armadio con lo slogan “In camera, tutto ha posto”

Una collocazione è una combinazione o co-occorrenza di due o più parole che tendono a presentarsi insieme più spesso di quanto si potrebbe prevedere, e al cui interno i sinonimi non possono essere sostituiti liberamente. Ad esempio, diciamo lavarsi i denti ma non *spazzolarsi i denti come in inglese o *pulirsi i denti come in tedesco. Le collocazioni subiscono inoltre restrizioni di carattere sintattico e grammaticale.   

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