Chimica, alchimia, affinità e feeling

The chemistry of tears di Peter Carey

copertina di The chemistry of tearsThe chemistry of tears (2012) è un romanzo di Peter Carey con protagonista Catherine, la conservatrice di un museo londinese che nel 2010 è distrutta dal dolore per la morte improvvisa del collega di cui era l’amante segreta da 13 anni. Il suo capo, l’unico al corrente della relazione, le affida il riassemblaggio di un complesso automa del XIX secolo per cercare di distrarla.

La storia di Catherine si intreccia con quella descritta nel diario di Henry Brandling, il committente della macchina, tormentato dalla sofferenza per il figlio malato a cui è destinato l’automa, ultima speranza per farlo vivere. Leggendo le sue parole Catherine pondera il senso di amore, mortalità, creatività e distruttività.

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Ami il tuo gatto?

I verbi love in inglese e amare in italiano non condividono tutti i significati e le connotazioni. In inglese love è molto più frequente dell’italiano amare per segnalare un forte interesse o piacere per qualcosa e in particolare descrive il sentimento intenso di affetto non passionale che in italiano esprimiamo con volere bene.

Ne ha aveva parlato Ilaria Dal Brun in Non basta dire “ti amo” (non più disponibile) con un esempio efficace sulle differenze tra voglio bene al mio gatto, amo il mio gatto e I love my cat.

amore felinoHo ripensato all’esempio di Ilaria quando ho visto una pubblicità di cibo per animali che si conclude con una voce maschile che dichiara “Il mio gatto ama Whiskas e io amo il mio gatto”. 

È la traduzione letterale della tagline inglese My cat loves Whiskas and I love my cat (“il mio gatto va matto per W. e io voglio bene al mio gatto”). Ma la frase inglese e quella italiana comunicano davvero lo stesso messaggio?

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Twoosh e altri twitterismi

Per i 700 anni dalla nascita di Boccaccio (16 giugno 1313) la Società Dante Alighieri ha proposto il gioco Il Decameron in 100 tweet, la sintesi di ciascuna delle cento novelle del Decameron via Twitter, meglio se con un twoosh, un tweet di 140 caratteri esatti, la lunghezza massima di ciascun tweet. Esempi: #14000DB.

Twoosh è una parola macedonia formata di tweet+swoosh (il rumore fatto da uno spostamento d’aria improvviso, ma anche il nome del simbolo della Nike) e ha la peculiarità di avere una data di nascita e una paternità precise, questo tweet:

coining "twoosh", a contraction of tweet-swoosh. It's when your tweet hits exactly 140 characters sans editing –  @rentzsch, 13 July 2007

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Glossolalia: vonlenska (hopelandic)

Qualche giorno fa a un bel concerto dei Sigur Rós i brani preferiti venivano accolti con entusiasmo dal pubblico ma poi nessuno cantava, come invece di solito succede ai concerti. Per un italiano è difficile memorizzare i testi dei Sigur Rós, che sono in islandese e in vonlenska (hopelandic), spesso descritta come una lingua inventata ma che tale non è perché non ha né lessico né grammatica. Il vonlenska è invece un esempio di glossolalia, l’uso di associazioni sillabiche prive di senso ma articolate in forma musicale e tali quindi da esprimere degli stati d’animo grazie alla musicalità che generano.

Un esempio:

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Cosacchia

Localizzazione di nomi geografici

Un’attività terminologica che può risultare parecchio laboriosa è la standardizzazione di nomi geografici, come paesi, capitali, lingue e nazionalità, perché spesso coesistono forme diverse, in particolare se c’è stata traslitterazione da un alfabeto non latino o passaggi attraverso altre lingue.

Fonti di riferimento

Andrebbe sempre scelta una fonte di riferimento affidabile a cui attenersi (o da indicare nella guida di stile in mancanza di un database terminologico*), ad es. enciclopedie, siti istituzionali ed eventualmente le rappresentanze dei paesi esteri. In ciascun caso va fatto qualche controllo incrociato perché non sempre le informazioni disponibili sono coerenti.

Kazakistan, Kazakhstan, o Kazakstan?

Un esempio ricavato dal corpus di libri italiani di Google delle possibili varianti nella traslitterazione del nome di un paese in cui si usa l’alfabeto cirillico:

grafico con la ricerca per Kazakistan, Kazakhstan, Kazachstan, Kazahstan, Kazakstan

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Un confronto tra geek e nerd

particolare da una vignetta Chuck&BeansLa differenza tra geek e nerd suscita ancora interesse. Sono due concetti in continua evoluzione, con molti punti in comune, ma in linea di massima si tende a descrivere i geek come individui fissati con particolari attività, cose o informazioni (“collezionisti”), mentre i nerd sarebbero più focalizzati sulle materie scientifiche e le loro applicazioni pratiche (“studiosi”).

Burr Settles ha verificato se la distinzione è confermata anche a livello lessicale con un’analisi di due corpora ricavati da Twitter per un periodo di 4 settimane a fine 2012 a cui ha applicato la PMI, una tecnica di misurazione usata nella semantica lessicale che calcola la probabilità che due parole x e y co-occorrano in un determinato contesto e quindi abbiano un alto grado di associazione (in questo caso le parole che “fanno compagnia” a geek e nerd).

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Da Pizzaghetti a Prisotto

In Non c’è limite all’orrore Silvia Pareschi ci ha dato modo di ironizzare su Pizza-ghetti, una pizza ricoperta di spaghetti a quanto pare molto diffusa in Canada. Qualche giorno dopo ho temuto di dovermi rimangiare la commiserazione per la cucina americana quando ho letto la descrizione di un prodotto della Riso Gallo destinato ai palati italiani:

foto di  Prisotto®La proposta più originale è costituita da Prisotto, la pizza risotto, un piatto nuovo che combina il classico sapore della pizza alla bontà del risotto

Sospiro di sollievo quando ho continuato a leggere: non è una pizza ricoperta di riso ma un risotto arricchito con pomodoro e mozzarella e poi passato in forno. L’orgoglio culinario italiano è salvo!

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