Cosacchia

Localizzazione di nomi geografici

Un’attività terminologica che può risultare parecchio laboriosa è la standardizzazione di nomi geografici, come paesi, capitali, lingue e nazionalità, perché spesso coesistono forme diverse, in particolare se c’è stata traslitterazione da un alfabeto non latino o passaggi attraverso altre lingue.

Fonti di riferimento

Andrebbe sempre scelta una fonte di riferimento affidabile a cui attenersi (o da indicare nella guida di stile in mancanza di un database terminologico*), ad es. enciclopedie, siti istituzionali ed eventualmente le rappresentanze dei paesi esteri. In ciascun caso va fatto qualche controllo incrociato perché non sempre le informazioni disponibili sono coerenti.

Kazakistan, Kazakhstan, o Kazakstan?

Un esempio ricavato dal corpus di libri italiani di Google delle possibili varianti nella traslitterazione del nome di un paese in cui si usa l’alfabeto cirillico:

grafico con la ricerca per Kazakistan, Kazakhstan, Kazachstan, Kazahstan, Kazakstan

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Un confronto tra geek e nerd

particolare da una vignetta Chuck&BeansLa differenza tra geek e nerd suscita ancora interesse. Sono due concetti in continua evoluzione, con molti punti in comune, ma in linea di massima si tende a descrivere i geek come individui fissati con particolari attività, cose o informazioni (“collezionisti”), mentre i nerd sarebbero più focalizzati sulle materie scientifiche e le loro applicazioni pratiche (“studiosi”).

Burr Settles ha verificato se la distinzione è confermata anche a livello lessicale con un’analisi di due corpora ricavati da Twitter per un periodo di 4 settimane a fine 2012 a cui ha applicato la PMI, una tecnica di misurazione usata nella semantica lessicale che calcola la probabilità che due parole x e y co-occorrano in un determinato contesto e quindi abbiano un alto grado di associazione (in questo caso le parole che “fanno compagnia” a geek e nerd).

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Da Pizzaghetti a Prisotto

In Non c’è limite all’orrore Silvia Pareschi ci ha dato modo di ironizzare su Pizza-ghetti, una pizza ricoperta di spaghetti a quanto pare molto diffusa in Canada. Qualche giorno dopo ho temuto di dovermi rimangiare la commiserazione per la cucina americana quando ho letto la descrizione di un prodotto della Riso Gallo destinato ai palati italiani:

foto di  Prisotto®La proposta più originale è costituita da Prisotto, la pizza risotto, un piatto nuovo che combina il classico sapore della pizza alla bontà del risotto

Sospiro di sollievo quando ho continuato a leggere: non è una pizza ricoperta di riso ma un risotto arricchito con pomodoro e mozzarella e poi passato in forno. L’orgoglio culinario italiano è salvo!

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Detective linguisti(ci)

copertina di The cuckoo's calling –  Robert GalbraithQualche giorno fa The Sunday Times ha rivelato che Robert Galbraith, autore esordiente del romanzo giallo The cuckoo’s calling, era lo pseudonimo della ben più nota J.K. Rowling di Harry Potter. La notizia è stata ripresa anche dai media italiani che hanno dato l’impressione che i particolari rivelatori fossero due: abiti femminili descritti molto abilmente e stesso agente per Galbraith e Rowling.

In realtà l’attribuzione è stata ipotizzata grazie ad analisi testuali tipiche della linguistica forense*, la disciplina che usa la linguistica in attività investigative come ad esempio l’analisi di testi anonimi per identificare l’autore o ricavare informazioni utili per un profilo psicologico, ad esempio nei casi di plagio o per stabilire se una confessione è spontanea e/o veritiera.

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Anglicismo della settimana: flash storm

una settimana di flash stormIeri a Milano c’è stato un acquazzone molto violento. La rapidità con cui è scoppiato ha colto tutti di sorpresa ma non era imprevisto: è da qualche giorno che i media ci informano che questa è “la settimana dei flash storm” e ci spiegano che si tratta di temporali improvvisi e di breve durata.

Ormai è diventato un classico di luglio: da almeno un paio di anni, ma solo per una settimana, sentiamo parlare di flash storm. Si tratta però degli stessi temporaloni estivi di sempre.

La preferenza dei media e di alcuni servizi meteo per questa locuzione inglese, tra l’altro raramente usata dai madrelingua, non è giustificata. Non si tratta infatti di un termine specialistico usato in ambito meteorologico ma di un’espressione generica che equivale a “temporale lampo”: in inglese flash comunica rapidità fulminea o durata brevissima, proprio come lampo in italiano.

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