Oggi 29 marzo 2019 è Brexit Day, il giorno in cui sarebbe dovuta avvenire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ma al momento non si sa ancora esattamente quando avverrà.
Il verbo brexit
Intanto è diventata virale questa definizione di brexiting:
“A una festa, dire a tutti che si sta per andare via ma invece trattenersi” è un’accezione divertente che però probabilmente ha origine in altre lingue (dettagli più sotto).
Serve anche a ricordare che il verbo brexit non è una novità: si usava già prima del referendum del 23 giugno 2016 con un significato inizialmente solo letterale, descritto in Brexit, Bremain e la crasi dei media italiani.
Dopo il voto si sono diffusi nuovi usi metaforici del verbo brexit, quasi sempre ironici, ad es. in questo tweet di luglio 2016 ha il significato di “causare il caos e darsi alla fuga in preda al panico”:
Aggiungo una vignetta più recente in cui il verbo brexit è reinterpretato come sinonimo del più volgare fuck something up, e cioè rovinare, disastrare, incasinare terribilmente, mandare a puttane.
Il verbo brexit in altre lingue
Il fenomeno non riguarda solo l’inglese ma anche altre lingue: a quanto pare l’accezione che è diventata virale in questi giorni è in uso da tempo nel linguaggio informale in russo e in polacco (brexicić), anche con il significato più generico di non voler più fare qualcosa che si era promesso di fare [aggiornamento: o forse no, cfr. commenti qui sotto]. Stessa accezione in slovacco e in ceco, con il significato aggiuntivo di inguaiare e rovinare clamorosamente.
Il verbo brex
In inglese, seppur meno comune, è in uso anche il verbo brex. È un esempio di accorciamento (clipping) che si ritrova in espressioni come Brexing Day e giochi di parole in cui sostituisce break, ad es. the UK is brexing down (cfr. breaking down: sgretolarsi, andare in pezzi, perdere il controllo) e don’t go brexin’ my heart che richiama una nota canzone.
(sul significato di gammon: 2018, anno di plogging, floss, gaslighting…)
#BrexitShambles
Sui social battute e vignette sono spesso condivise con l’hashtag #BrexitShambles. La parola informale shambles indica un caos totale, un gran casino, ed è usata come sostantivo singolare (ad es. it’s a shambles!).
Vignetta: Martin Sutovec
Le parole della Brexit
Se la Brexit è un disastro dal punto di vista politico, economico e sociale, da quello lessicale invece è un esempio di parola estremamente efficace e produttiva, fin dall’inizio: esempi in Da Brexit a regrexit, è wrexit. E poi nexit? (e commenti, con molte neoformazioni tra cui Catalexit, Italexit, bregret, brexodus, brexpert, brexistential crisis…) e un’analisi dei meccanismi lessicali e semantici in Brexit, parola del XXI secolo, un mio articolo per il Portale Treccani.
Ho descritto vari modi di dire e metafore legati alla Brexit, tra cui cherry picking e have your cake and eat it e il neologismo cakeism, in Brexit: né uvetta né ciliegie né torta per gli inglesi; le nuove accezioni gammon e backstop sono invece descritte qui.
Altri riferimenti figurati e culturali in Cliff-edge Brexit e altri metaforici precipizi e in L’accordo sulla Brexit ha fatto una brutta fine… (esempio del pappagallo morto).
Una nota sull’uso del nome Brexit in italiano, da preferire con l’articolo determinativo, in Contro Brexit, a favore della Brexit. Aggiungo anche che la nostra pronuncia /ˈbrɛksɪt/ è una delle due varianti usate in inglese, descritte qui.
Infine, per chi si domanda se ci saranno conseguenze sulle lingue in uso nelle istituzioni europee: Brexit: la sorte dell’inglese lingua ufficiale UE.
Vignetta: Paul Thomas
Nuovo post: Brexit, è caos totale (altri modi di dire)
John Dunn:
Il tweet di Stefan Simanowitz sembra una bufala e i presunti verbi risultano inesistenti in russo e polacco. Solo che qualcuno a tradotto in russo lo scherzo originale, ma il verbo così creato non è sé stesso che una forma scherzosa. Cercando su Google brexicić, ho trovato riferimenti solo al tweet del signore Stefanowitz (e a Terminologia!).
Licia:
@John, grazie per la precisazione. Non so il russo ma pensavo i riferimenti usati fossero affidabili, visto che in alcuni casi si tratta anche di docenti universitari. Su Twitter comunque si trovano molti altri riferimenti se si fa una ricerca del tipo brexit verb Russian, anche di persone con nome russo che riportano la parola in caratteri cirillici (a questo punto, probabilmente interessate a diffondere lo scherzo?).
John Dunn:
@Licia:
Grazie. Non uso Twitter, ma ho trovato una spiegazione qui:
https://www.themoscowtimes.com/2019/01/18/no-brexit-for-russia-a64199
Michele A. Berdy è una persone competentissima e totalmente affidabile.
Licia:
@John perlomeno avevo scritto a quanto pare! 😀 Ho aggiunto una nota di aggiornamento che rimanda ai commenti.