Guadagnino: “torsione bigotta”, “fuori sincrono”

Alcuni titoli su Queer, nuovo film del regista Luca Guadagnino, in cui è palese un’interferenza dell’inglese:

Titoli: 1 Luca Guadagnino e Daniel Craig: il film Queer come risposta alla bigottizzazione americana. Luca Guadagnino e Daniel Craig presentano il film “Queer”, un inno alla diversità ispirato a Burroughs, che affronta temi di identità e libertà, in uscita il 17 aprile 2025; 2 “Queer”, il grido di Guadagnino contro il bigottismo: “La diversità non si cancella”; 3 Cinema contro l’intolleranza: Guadagnino risponde alla deriva bigotta di Trump con Queer

I titoli rimandano a un’intervista di Repubblica in cui Guadagnino si è espresso sugli attacchi di Donald Trump alla comunità LGBTQ+ e alle aziende che praticano politiche inclusive (DEI, diversity, equity, and inclusion):

«In tutti i progetti, storie, personaggi, ho messo in atto ogni politica che si possa definire di diversità, equità, inclusione. Questa torsione bigotta è preoccupante, ma la risposta è continuare a fare le cose come sempre.»

L’aggettivo bigotto significa bacchettone e chi legge di torsione bigotta, deriva bigotta, bigottismo e bigottizzazione penserà che Guadagnino si riferisca alla religiosità di facciata ostentata dall’amministrazione Trump e dai repubblicani. Dubito però che sia quanto intendesse Guadagnino.

Bigotto ≠ bigot

Sono invece convinta che in questo contesto bigotto vada inteso nel senso dell’inglese bigot, un falso amico che significa invece intollerante, integralista, fazioso.

Guadagnino ha vissuto negli Stati Uniti, dove l’aggettivo bigot e il sostantivo bigotry sono frequentemente associati alla destra americana, a Trump, agli esponenti del partito repubblicano e ai loro elettori: ho già descritto questi falsi amici, ricorrenti nelle notizie tradotte dall’inglese, in Trump bigotto? Solo per i media italiani! con vari esempi.

Non mi era ancora capitato di osservare l’uso “americano” di bigotto da parte di un parlante italiano in un contesto italiano. È un esempio di interferenza dell’inglese problematica perché non è facilmente riconoscibile e può compromettere o comunque distorcere la corretta comprensione del testo.

Predatore ≠ predator

Un’ulteriore conferma che Guadagnino subisce interferenze lessicali dall’inglese si nota nelle parole sull’incontro con Daniel Craig, l’attore protagonista del film:

«Ci siamo parlati, abbiamo capito che il film non poteva essere la storia di un vecchio predatore che cerca di attrarre un giovane a tutti i costi. Doveva essere un film struggente, romantico, sudue persone che si amano ma sono fuori sincrono nel trovare il modo.»

In italiano la parola predatore indica un predone o pirata che compie saccheggi o razzie e, in senso figurato, un accaparratore spregiudicato e rapace, ad es. di beni a fini speculativi.

In inglese invece predator, parola ricorrente nel lessico giornalistico, indica chi fa del male, sfrutta o inganna altri per proprio tornaconto o profitto, è un profittatore sadico delle sfortune altrui; un sexual predator è chi ha commesso atti di violenza sessuale: dettagli in Falsi amici: predatori, crimini e sentenze.

Fuori sincrono

In ambito tecnico, specialmente cinematografico, la locuzione fuori sincrono è in uso da anni per indicare che due elementi non sono in sincronia o non sincronizzati. È un calco dell’inglese out of sync che però ignora che dopo la preposizione fuori ci si aspetta un sostantivo, mentre sincrono è un aggettivo.

In inglese out of sync si usa anche in senso figurato per indicare mancanza di accordo o incompatibilità tra persone, o per indicare che qualcosa non funziona come previsto. In italiano ricorriamo a una metafora simile dicendo non sincronizzato o sfasato, ma non mi pare che in senso figurato sia altrettanto comune fuori sincrono.


Vedi anche: 300 falsi amici (i calchi più subdoli!)


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