Anch’io sono un’estimatrice del pulsante Snooze. Quando suona la sveglia è un sollievo sapere che posso posporla e riaddormentarmi per qualche minuto. E poi mi è sempre piaciuta la parola snooze, credo familiare a chi usa questa funzione con apparecchi che hanno i comandi in inglese.
Dormicchiare in inglese
Snooze /snuːz/ è sia un sostantivo che un verbo: vuol dire (fare) un sonnellino, dormitina o riposino ed è più informale del sinonimo più frequente nap. L’etimo di snooze è incerto ma nella parola sono ipotizzabili aspetti onomatopeici.
La consonante fricativa alveolare sonora /z/ infatti può richiamare il respiro a volte pesante di chi dorme. La ritroviamo nell’ideofono ZZZ e in altre due parole che come snooze significano sonnecchiare, appisolarsi, essere assopito, dormicchiare: sono doze /dəʊz/ e, meno frequente, zizz /zɪz/.
Nello stesso campo semantico c’è anche drowse /draʊz/, essere assonnato, in dormiveglia, mezzo addormentato.
Fonestesia
La parola snooze richiama anche una serie di parole inglesi che iniziano per /sn/ e che hanno a che fare con il naso, come sneeze (starnutire), sniff (inalare, fiutare), sniffle (tirare su con il naso), snite (rimuovere il moccio con le dita), snivel (avere il moccio), snore (russare), snort (sbuffare fragorosamente dal naso ma anche sniffare cocaina), snot (moccio), snuff (fiutare tabacco), snoop (ficcanasare), snout (grugno e colloquialmente il naso).
In inglese esistono diverse famiglie di parole che condividono brevissime sequenze di fonemi a cui sono associabili connotazioni e frammenti di significato comuni (similarità semantica). È un fenomeno di fonosimbolismo che prende il nome di fonestesia; le sequenze di fonemi sono dette fonestemi e i tratti condivisi valore fonestesico.
In inglese la fonestesia è evidente in particolare per una ventina di gruppi consonantici iniziali. La sequenza /sn/ è associata anche ad azioni veloci, furtive e a volte subdole, come ad esempio snag (impigliare), snap (scattare, serrare), snare (accalappiare), snatch (afferrare, strappare via), sneak (muoversi furtivamente), snip (sforbiciare), snipe (sparare da un nascondiglio), snitch (sgraffignare)…
Non è chiaro perché in inglese la fonestesia sia così diffusa: vari studi hanno provato che tra le circa 5200 parole monosillabiche, corrispondenti a circa il 70% del lessico quotidiano, parole dal significato simile tendono a essere fonologicamente più simili di parole dal significato differente, anche escludendo rapporti di similarità dovuti all’etimologia e a onomatopee. Ad esempio, il 63% delle parole che iniziano per /sw/ ha il valore fonestesico di movimento rapido e ben definito (sweep, swing, swipe, swoop, swoosh, swift…).
La valutazione degli aspetti fonestesici trova applicazione pratica nelle attività di naming (scelta di nomi di prodotti) e in parte anche nelle valutazioni di globalizzazione.
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Vedi anche: N come naso: è fonosimbolismo (con la descrizione dell’esperimento bouba e kiki)
Fonti: The Stuff of Thought di Steven PInker (capitolo 6, What’s in a Name) e Onomatopea e fonosimbolismo di Luca Nobile ed Edoardo Lombardi Vallauri.
Trascrizioni fonetiche: Oxford Dictionaries
Marco Zanette:
Nella serie “Sex Education”, su Netflix, nelle scene in cui il protagonista Otis si risveglia la mattina, il tasto SNOOZE della sua sveglia è sempre in bellissima evidenza:-)
Stez:
Per ‘essere assonnato’ o ‘mezzo addormentato’ io userei l’aggettivo ‘drowsy’.
Licia:
@Stez, certamente, ma per illustrare gli aspetti fonosimbolici comuni a queste parole non credo occorra considerare tutti i derivati (ad es. aggettivi denominali da sostantivi più suffisso -y) ma penso sia sufficiente la forma principale, quindi sostantivo/verbo.